This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

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mi presento


Mi presento con queste sei righe,
tutto il resto è danzare senza musica.


Imbevendo l’acume nel più profondo pensiero

mentre l’occhio scandaglia i maturi spessori


rovisti tra le grasse pieghe del celato sapere


ogni qual volta cerchi il perché delle cose

affinché il dubbio renda nobile la più effimera risposta

regali al nulla minute scaglie di saggezza


Quando qualche anno fa ho spazzato via la mia vecchia vita, l’ho fatto, inizialmente, perché un pensiero cominciava ad assillarmi la mente: “avere il tempo di accorgersi che il tempo passa” e non è qualcosa di riconducibile agli anni che si sommano in vita, ma al tempo vissuto in prima persona e non solamente subito, a quel genere di tempo che ti può fornire di una vera identità singolare perché ti regala appunto il tempo e lo spazio per pensare, per costruire uno spessore di senso.

Oggi più che mai, sono refrattaria a tutto ciò che tenta di omologare l’individuo, rincorro una via che conduca verso una nuova forma di umanesimo che riporti in auge le ragioni dell’essere, l’individuo come pensiero e azione di sé, per sé, per la relazione con l’altro da sé, al di là di tutte le consuete logiche di carattere economico.

Non confido negli estremismi, in tutte le loro forme ed espressioni, un giorno di fine anno scolastico sulla lavagna in aula trovai scritto “l’unica certezza che un uomo ha nella vita è il dubbio”, a volte la verità, quando è colta, è molto più semplice e disarmante di quanto immaginiamo.

Ho disgusto per le ostentazioni dell’opulenza di qualsiasi natura esse siano e detesto il concetto di mercificazione. L’idea che tutto debba fare mercato, il dover dare un prezzo e pertanto un corrispettivo valore a qualsiasi cosa, gli interessi di profitto, il sistema legato al mero guadagno e ancora di più tutto ciò che rappresenta questa, ormai diffusissima e morbosa necessità di ottenere visibilità al fine di confermare la nostra esistenza, sapere che esistiamo solo perché l’immagine di noi stessi oblitera le nostre vite, non è così che funziona, si è e si esiste a prescindere.

Ci sono cose che hanno un valore inestimabile solo per chi le produce o ne è custode, cose alle quali non si potrà apporre un cartellino in cifre, io vorrei lottare per tutto ciò, resistere e diventare partigiano di me stessa.

È vero “in questa era di grande visibilità io voglio diventare invisibile”.

Sono anacronistica, ben venga.

Forse desueta, che meraviglia.

In merito all’ARTE, parola che alla sua veneranda età viene ancora usata con un sentore reverenziale, mi risuonano in mente le parole “TUTTO E’ ARTE”. Qualcuno che ringrazio, dialogando in merito, mi ha fatto notare che forse si potrebbe apporre alla fine della frase un punto interrogativo. Giusto, è vero che tutto è arte? O può essere tale? E se così è, chi è, e ancora di più, cosa è oggi l’artista?

Ho aperto alcune finestre,

chi vuole può affacciarsi e guardare fuori.

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