This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

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Monia progetto sul vuoto

Il Vuoto

Il primo problema che ho affrontato in relazione a questo tema cosi complesso, è stato interpretarlo non banalmente, attraverso le forme espressive del linguaggio visivo.
Certo come non ricordare Fontana che delle sue opere ferite ha fatto una filosofia di vita, così come Mario Airò cerca di trasmettere sensazioni emotive lavorando con luci, colori e proiezioni.
Dapprima ho pensato al vuoto come parola, cosa significasse e quale stimoli mi trasmettesse.
Il vuoto per me è: freddo, inquietudine, buio, silenzio, ascolto, fragilità, instabilità, paura, mancanza, leggerezza.
Il passo seguente era quello di cercare un oggetto che rappresentasse il contenitore senza il contenuto; certo il vetro è stato la prima cosa che mi è venuta in mente perché fondamentalmente rappresenta l’instabilità, come anche la fragilità e il pericolo.
Dopo aver meditato su tali emozioni, dovevo determinarne un'immagine e la soluzione linguistica più pertinente mi è parsa l'installazione.
Non nego di aver avuto molta difficoltà perché non è facile materializzare il vuoto, cioè l'immateriale.
Inizialmente pensavo di riunire tali bicchieri formando un muro; poi riflettendo, mi sono convinta che il ritmo dei pieni e dei vuoti in una successione regolare imposta dalla struttura costruttiva, non avrebbe soddisfatto la mia volontà espressiva.
In questo modo esclusa l’idea del muro ho provato a immaginarmi il vuoto come possibile luogo interiore dell'uomo, dove effettivamente risiedono quegli stati emotivi a cui ho fatto riferimento.
Ho allora iniziato a raccogliere due tipologie di bicchieri: i primi sono con la base stretta, piccola e la coppa larga mentre i secondi sono più uniformi dei primi e molto più spessi; il femminile ed il maschile.
Ne ho dedotto delle precarie architetture, Iceberg immaginari, pseudo-naturali, pseudo-sociali che con la propria fragilità avrebbero potuto comunicare un vuoto non presente ma immanente.
Unendovi poi l’acqua e il vetro frantumato, facendomi aiutare da un amico, ho cercato di evolvere la struttura di vetro in un organismo fluttuante, armonioso, involucro elegante che contenesse in opposta tensione un'anima fredda, tagliente, transitoria.
Vetro coeso, polvere di vetro, acqua oggetti d'uso in combinazione inusuale evocando e sfidando le leggi della fisica attraverso una speranza metafisica.




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