This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

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Pensieri su Bruce Nauman

Psicologiche, sono le opere di Bruce Naumann che ci fanno attraversare i labirinti della mente , iniziando un gioco di relazione tra l’uomo e l’inconscio , tra l’uomo ed i comportamenti, realtà assai intrigata e complessa.
Il lavoro di Bruce Naumann è rivolto all’investigazione dell’uomo e della conoscenza di se stesso, cattura lo spettatore e lo porta in una nuova dimensione, una dimensione psicologica, disturbata, parallela e se vogliamo ribaltata. Nei lavori di Bruce Nauman, come in the thinking of me, c’è un cortocircuito tra lo spazio e la realtà , che è intrappolata negli schermi di Nauman , dando via ad un percorso neurotico senza fine, dove l’unico arrivo è il ripetersi.
La paura ed il soffocamento sono presenti nel lavoro di Nauman, sono paure legate al silenzio e al vuoto dell’inconscio umano.
Anche il suono si ripete, si sovrappone, ampliando il labirinto audio- visivo, trasmettendo presenze, identità , sono voci che provengono dall’inconscio della mente e improvvise attraversano gli spazi; sono parole intonate, con alterazioni emotive, è come se noi riuscissimo a sentire una confidenza interiore di un uomo, urlata, cantata, straziata...sussurrata. C’è il doloroso sforzo del distacco totale dalla società e dal sistema linguistico, c’è la tristezza di chi abbandona un linguaggio.
In Nauman si percepisce che l’avvento della società odierna e sedentaria, che circonda noi e l’uomo, provochi la crisi della memoria e del linguaggio articolato che ci distingue dal mondo animale e ci proietta in una sfera le cui dimensioni, potenzialità, valori vanno al di là dell’universo sensibile da cui proveniamo. Quindi si entra in un linguaggio in stretto contatto con una dimensione parallela a quella comunicativa della società, cioè il linguaggio dell’arte.
In One houndred live and die (1984), venticinque frasi che terminano con “die” e con “live”realizzate con i neon ad intermittenza , Nauman indaga proprio sul campo del linguaggio e dell’emotività. Le parole “live” and “die” accompagnano ossessivamente le parole cui sono legate, spesso ribaltandone il senso: verbi o sostantivi che descrivono azioni quotidiane, oggetti e concetti comuni, stati emotivi che si oppongono a condizioni permanenti come la vita e la morte.Si formano queste polarità positivo-negativo che sembrano annullare il significato stesso del messaggio. Si viene a percepire un forte disagio emotivo ma allo steso tempo un piacevole gioco dato dalle pulsazioni luminose al buio. Nauman agisce direttamente sulla forma di quelle bacchette generatrici di luce, facendole diventare qualcosa di unico, di intimo. E il rapporto di parentela con l’oggetto è rivendicato dalla deformazione che i neon subiscono, fino ad assumere la forma del cognome dell’artista, che così può irradiarsi ed amplificarsi verso lo spettatore. Gli anni ’60 sono prolifici per questo tipo di sperimentazioni: a sottolineare una comunione d’intenti, anche la moda propone la propria "visione della luce", almeno nelle provocazioni di Paco Rabanne e dei suoi celebri vestiti metallici, vere e proprie superfici specchianti capaci di riflettere le mille luci della metropoli.
Nauman non intende stabilire un legame tra le coppie di parole composte con il neon , né concepire un motivo reale per l’accostamento delle frasi in sequenza. Sembra piuttosto che rifletta sull’incapacità del linguaggi a descrivere effettivamente le cose: cento frasi sul vivere e morire non ne esauriscono, né ne spiegano la condizione effettiva .
Le opere di Nauman , spesso, si caricano di una sottile ironia, si sente l’interesse dell’artista per le sperimentazioni linguistico-dadaiste che sembra dare alle opere di Nauman un alone di mistero e di significati da scoprire.
Nell’opera in Art Make up è la registrazione di una performance nella quale utilizza quattro colori, bianco, rosa, verde e rosso, per dipingere il suo stesso corpo, che diventa un nuovo supporto dell’opera d’arte. La telecamera ci mostra sempre il suo ritratto a mezzo busto mentre si copre con il colore o meglio mentre crea un nuovo se stesso. Una performance che non esplora solo il rapporto privato e intimo dell’artista con se stesso, ma coinvolge attivamente lo spettatore. Chi osserva infatti resta in attesa di una performance che non avverrà mai: l’artista semplicemente sta di fronte alla macchina da presa, mostrando quello che assurge a diventare un rituale.
Un'altra componente dei lavori di Bruce Nauman, è lo spazio, che subisce un’alterazione , viene distorto , usato e attraversato da corpi che vagano, si sdoppiano e ci narrano un frammento di tempo, un’azione, che ripetendosi e ribaltandosi si annulla nello spazio sucitando una sensazione vacua, spiazzante fino alla follia che sembra essere un elemento quasi matematico nelle opere di Nauman. Si crea un’immaginazione, una trasformazione di qualcosa che accade dentro di noi, nel quale una pensa tra sé e sé, “una stanza visiva”. Sono stanze senza padrone , non si possono possedere né percorrere su e giù, al contrario di quelle abitabili.
Tutto sembra in attesa, senza inizio ne fine, come la ricerca di Nauman del resto, tutto è in sospensione, bloccato nel vuoto che sembra essere schiacciante , soffocante e in tensione perenne. Si capta la sensazione che qualcosa accade altrove e di cui non si può avere la certezza. Lo spettatore rimane fluttuante e in un continuo dialogo con l’iconscio, diventando cosi un viaggio in se stessi, dove non si può ne uscire ne scappare, lo si deve accettare e farsi trascinare vorticosamente nella psiche, che a mio avviso, credo, risulti piacevole ed emozionante.
Io credo che in relazione con le opere di Nauman non dobbiamo darci delle spiegazioni, ma porci domande che diventano nostre mentori del viaggio che Nauman ci offre , lo sgomento e l’imbarazzo che si creano alla visione dei lavori fanno parte delle immagini che si riflettono sulla propia identità, sul nostro io. Nei meandri della memoria, che viene frammentata, tagliata e immagazzinata nei video dove le immagini sembrano essere collocate in stanze, spazi, in modo da creare alla mente un percorso canalizzato ma allo stesso tempo disordinato. La ricerca di continua di Nauman quindi, verte su l’analisi della condizione umana che non deve essere contemplata o emozionare, ma ben si è uno strumento di comunicazione, una guida che ci accompagna nei misteri della mente umana, che mette in contatto pubblico e artista, uomo e uomo. Io e tu.
Le immagini ci evocano memorie scomposte fissate negli spazi. Nel lavoro di Bruce Nauman, c’è il ricordo, stralci di ricordi che vengono impressionati in luoghi come una casa, un angolo, una stanza, prendono una nova forma e cancellano il passato , portandoli in territori dai confini sconosciuti dove convivono l’amnesia e la dimenticanza, che si ripetono all’infinito, come se non si volesse ricordare tutto, perché forse, sono poche le cose che meritano di essere ricordate.
I soggetti che Bruce Nauman inserisce nei video- spazi, agiscono in azioni cicliche creando un distacco spazio-temporale con la nostra realtà . vera? Falsa? Nelle video-sculture di Nauman c’è questo voler organizzare la follia, renderle quasi meccaniche, industriali, ma è proprio da questa “organizzazione” che viene sprigionata l’irrazionalità di un interiorità che è completamente sprofondata nell’abbandono, nelle perdita dei sensi. I soggetti, che Nauman ci propone , sono smarriti, sono annullati, sono nell’oblio, dove i ricordi sono morti e non si ricorda più nulla.
Lo si può vedere nelle teste urlanti in Anthro- Socio ( Rinde Facing Camera 1991).
Nel dolore che Nauman ci mette di fronte , ci immerge, forse si può assaporare una sorta di “liberazione dello spirito umano”, data dalla dimensione irreale del “gioco” che ci permette di passare dallo stato di schiavi di regole che ci sono imposte dall’esistenza, a quello di creare un nuovo ordine psico-ludico, privo dei principi e dai dolori della realtà quotidiana. Un gioco liberatorio.
Le azioni dei personaggi di Nauman, sembrano voler perdere a tutti costi il controllo su se stessi, una fuga forse.
Tuttavia, voglio porre un mio punto di vista, che non è detto che sia quello giusto, ed è di guardare e ascoltare queste sensazioni e immagini che Nauman ci mostra, non con la paura, l’ansia, il panico,( anche se nell’arte di Nauman c’è molto dolore e poco piacere) anzi, al contrario, con uno sguardo positivo, dove l’oblio è un piacere, che può essere molto vicino al senso del sublime, che perdendosi, si lascia andare alla dimenticanza. Credo quindi, che nei lavori di Bruce Nauman prenda vita un’ immagine dell’oblio che si manifesta attraverso figure instabili e molto complesse. Una poetica a-razionalista che esalta la follia, il sogno, il sonno, tutto quello che comunica un’ irregolarità rispetto ai normali comportamenti.
La società, il sociale, il collettivo, diventano una prigione a cui si contrappone un rifiuto individuale, un imperfezione, che non sono più dei normali difetti, ma sono qualità. Sono rifugi. La ripetizione, lo sdoppiamento, la dimenticanza, la follia come forma di evasione. Ma ripeto forse mi sto sbagliando. Non è vero niente.

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