This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

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Cingolani Marco




800 parole
Cingolani marco 2009/2010

Questo ultimo anno ha portato con se numerosi cambiamenti nel mio modo di fare scultura.
Non parlo di cambiamenti radicali, grandi stravolgimenti o bruschi cambi di “maniera”, ma di piccoli cambiamenti avvenuti da una crescita sia professionale che personale, un’evolversi continuo che cambia con il tempo e con le esperienze vissute. Piccoli accorgimenti, un evoluzione lenta e lineare, che procede passo dopo passo,che ti porta per nuove strade senza che tu te ne accorga, quasi come se non decidessi niente, proprio come quando si è in cammino per una strada, concentrati sui nostri passi e non ci accorgiamo che il suolo sotto i nostri piedi è cambiato e stiamo già da un’altra parte.
Fondamentalmente, credo sia stato, più di ogni altra cosa, un anno di crescita, un periodo in cui ho iniziato ad osservare e confrontare il lavoro da punti di vista differenti, un periodo in cui ho preso coscienza di alcuni aspetti che prima consideravo diversamente, forse superficialmente.
Gli ultimi lavori sono sempre molto coerenti con tutto il mio percorso artistico precedente.
Al centro di ognuno ci sono sempre la figura, il groviglio, il disegno, il forte contrasto tra sfondo e soggetto, la luce e l’ombra; ma tutto messo insieme secondo una diversa logica, secondo diversi criteri che mi portano a considerare tutto il contesto in cui è presente l’opera non più come uno spazio in cui dare visibilità all’opera, ma come parte integrante di essa.
Da sempre ho cercato di trovare delle collocazioni soddisfacenti per le mie sculture e ogni volta mi accorgevo che avevo bisogno di creare un contesto particolare, di far in modo che l’ambiente intorno non condizionasse troppo la lettura dell’opera. A volte nell’esposizione anche la presenza dell’osservatore toglieva spazio alla figura, e quindi mi sono reso conto che la soluzione poteva essere quella di creare dei box, dei contenitori, delle stanze adatte a creare il contesto dell’opera diventando anch’essi parte dell’opera stessa. In questo modo, il poter controllare lo spazio che avvolge l’opera, determinare il punto di vista dell’osservatore, scegliere il tipo di luce e di illuminazione, ha fatto si che i miei materiali da plasmare ora , oltre al ferro siano, lo spazio e la luce.
Credo che questi elementi siano fondamentali per qualsiasi opera. Sono strumenti che possono cambiare completamente il significato ed il modo di leggere un’opera. I lavori di questo ultimo periodo, si differenziano da quelli precedenti, principalmente da questa esigenza di dover creare la giusta ambientazione al pezzo scultoreo che sembra aver perso quella pesantezza e quella concretezza dei vecchi lavori, per esser diventato molto più leggero come fosse un disegno. Molto importante, infatti, è il continuo riferimento al disegno che nell’ultimo periodo si è accentuato notevolmente e anche quando non si tratta di vero e proprio disegno su di una superficie bidimensionale, ogni filo è pensato e visto come un segno grafico nello spazio.

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