This is the blog for Franko B's sculpture class at Accademia di Belle Arti di Macerata, Italy.

Follow by Email

Agnese Basili

JENNY HOLZER

La base della pratica di Jenny Holzer è la scrittura,lei comunica con il suo pubblico attraverso il posizionamento di brevi testi nello spazio urbano in supporti vari (LED luminosi,pietre incise,video..); un'operazione di defamiliarizzazione del paesaggio mediatico che mina e ribalta i dispositivi pubblicitari.I testi sono costituiti in prevalenza da brevi enunciati relativi alla quotidianità , al potere, alla giustizia, ai rapporti umani,e con insistenza negli anni più recenti alla morte e alla guerra;argomenti trattati molto spesso,ma secondo me con una sensibilità diversa,una lettura che rimanda ad una riflessione,lo spettatore rimane sorpreso e si trova a riflettere dopo aver letto casualmente una delle fresi della Holzer,magari mentre sta prendendo un caffè al centro di New York.Il lato secondo me interessante di questo lavoro è il coinvolgimento anche di persone che non si interessano nella vita all'arte, ma che nel momento in cui si
trovano davanti ad un'opera della Holzer inevitabilmente sono stimolati da questa.
Il suo modo di fare arte è provocatorio e accosta messaggi scottanti e anticonvenzionali alla tradizionale pubblicità.
Jenny Holzer inserisce silenziosamente e in modo realistico i suoi messaggi nei luoghi pubblici, anche grazie all'utilizzo di media poco appariscenti , così che ci si accorge casualmente della loro presenza.
Nel 1986 crea Under the Rock: un commentatore descrive fatti orrendi così come sono successi , in modo oggettivo, questi testi sono ora incisi in panche di pietra.
Secondo me il lato più interessante di questa opera sta nella comunicazione diretta, infatti invitano ad uno stato di riposo e contemplazione; sono esposte in diverse mostre oltre che in alcuni parchi, i visitatori delle mostre possono sedervisi sopra. La differenza tra le due posizioni è sostanziale, infatti lo stesso messaggio è letto in modo diverso in base al luogo in cui sono esposte.
Jenny Holzer è cosciente del fatto che se le sue opere sono esposte in un luogo pubblico si rivolgono ad un osservatore casuale , mentre se sono esposte in un museo si rivolgono ad un pubblico colto e appassionato d'arte; dunque nei musei le sue istallazioni non hanno un impatto così forte come all'esterno per la sorpresa che crea allo spettatore.
Lavora alla serie Survival con contenuti più complessi e un linguaggio se vogliamo più aggressivo; inoltre in carattere umanitario dell'opera permette di rivolgersi direttamente al lettore dall'invito: "go where the people sleep and see if they safe".
Intorno agli anni '90 produce Laments, che comprende l'allestimento di due stanze: in una ci sono un gruppo di insegne luminose e nell'altra una serie di tombe. Ora cambia il modo di comunicare , non tratta più solo politica e sociale, ma argomenti come la morte e l'indifferenza verso l'AIDS e le sue vittime. In questo lavoro si esprime in modo più elaborato, il linguaggio è più malinconico che nei primi, in oltre è più introspettivo e contemplativo. I discorsi sono quelli delle vittime che parlano da morte. Opere come questa sorprendono per il forte contrasto provocato dal fatto di usare contemporaneamente tombe sobrie e legate alla tradizione e insegne luminose moderne e molto appariscenti; lo stesso effetto si ha davanti ai lavori che accostano panchine e pannelli elettronici.
Nel 1990 con The Venice Istallation, partecipa alla Biennale di Venezia nel padiglione Americano vincendo il Leone d'Oro. Le istallazioni sono state esposte in vari luoghi della città: un'insegna luminosa è messa all'aereoporto Marco Polo, alla stazione dei treni di Santa Lucia e in una stazione di taxi ; altre affissioni collocate sui vaporetti e venduti cappelli e t-shirt negli stands di souvenirs. Quest' opera ha modernizzato la Venezia da cartolina per un breve periodo oltre ad essere servita come strumento di promozione per l'artista che in questo modo si è fatta conoscere anche dalla gente comune che vive in città e non frequenta il mondo dell' arte.
Nel 1993 realizza Lustmord, su commissione di un quotidiano tedesco durante il periodo della guerra in Bosnia: il tema è la violenza infflitta alle donne mussulmane dai soldati serbi durante la guerra. Il lavoro è composto di foto di pelle umana che riporta delle scritte realizzate a mano col sangue di donne tedesche e jugoslave , le frasi riportano espressioni di violenza pronunciate dalla prospettiva del colpevole della vittima e del testimone , il linguaggio ha molteplici punti di vista.
I temi riguardano tragedie collettive come in Under the Rock e Laments. E' insieme un'espressione di sofferenza collettiva e di dolore personale. La differenza con Laments sta nel fatto che mentre nella prima le vittime parlano da morte , nella seconda parlano da vive.
Le opere di Jenny Holzer implicano la partecipazione di uno spettatore attivo, non hanno alcun senso se non sono notate o lette, le persone completano il lavoro , gli danno un significato, è attivato un "processo di comunicazione" , "di interazione" e "influenza reciproca".
Nel suo caso è lo spettatore che tende ad avere un ruolo primario , le opere sono solo degli imput per istaurare la relazione opera - spettatore. Le sue istallazioni sono quindi interattive e il mezzo con il quale comunica è più importante dell'opera intesa come oggetto materiale esposto in un museo.
La Holzer ha saputo sviluppare un modo di fare arte nuovo, provocatorio, di forte impatto, altamente comunicativo che probabilmente non si avvicina
all 'idea di arte di tutti (sarebbe impossibile) ma riesce a comunicare direttamente anche con chi non è d'accordo o è schivo a questo tipo di arte e lo fa con la parola, la lettura e la riflessione inevitabile per qualsiasi spettatore.

AGNESE BASILI

1 comment:

  1. caro simone , grazie .. mi piace molto.. x a presto. quando fai l'esame tu?
    non hai ancora scritto le 800 parole se fai l'esame il 8 or il 9 di luglio...

    ReplyDelete